Maria Ducia

also available in German also available in English

nata a Innsbruck il 25 aprile 1875
morta a Innsbruck il 15 maggio 1959

Cofondatrice del movimento delle donne socialdemocratiche tirolesi e prima socialdemocratica eletta nel Parlamento del Tirolo


Maria Ducia

Maria Ducia è senz’altro una delle figure più importanti del movimento delle donne socialdemocratiche tirolesi. Iniziò a rivendicare ad alta voce il diritto delle donne a partecipare alla vita politica in un’epoca in cui era loro proibito per legge persino svolgere attività politica associativa, per non parlare del diritto di voto. Se nel 1918, finalmente, in Austria fu introdotto il suffragio universale diretto, lo si deve a donne come lei, che si batterono strenuamente perché a tutte noi fosse permesso votare e candidarsi alle elezioni. 

Nel 1910 a Lienz viene fondato il „Comitato d’azione della libera organizzazione politica delle donne“. Maria Ducia ne fa parte fin dall’inizio come segretaria e dal 1911 come presidente. Il primo accenno pubblico alla sua attività politica lo troviamo in due articoli comparsi a breve distanza sul giornale Volksbote, datati rispettivamente 30 maggio e 15 giugno 1910. Nel 1911 Maria Ducia chiede l’elettorato attivo e passivo per le donne e dà il via ad una serie di comizi che la portano a toccare le principali città dell’area tirolese. In occasione della Giornata internazionale della donna tiene un brillante e appassionato discorso a favore del suffragio universale a Lienz, poi la troviamo a Innsbruck, Landeck, Merano, Bolzano e Fortezza, sempre animata dalla stessa sete di giustizia e emancipazione, sempre forte della sua spiccata capacità persuasiva e di argomentazione. „Vogliamo il voto alle donne, ora!“, non si stanca di ripetere. Prima donna tirolese a prendere la parola nel corso di assemblee politiche, Maria Ducia riesce a convincere molte donne a schierarsi con lei: nasce così il Movimento delle donne socialdemocratiche tirolesi. La sua attività politica di donna a favore delle donne ricalca l’esempio delle sue „maestre“ viennesi Adelheid Popp, Amalie Seidl, Gabriele Proft e Emmy Freundlich, con cui intrattiene contatti anche personali. 

Nel marzo del 1912 Maria Ducia e un gruppo di sue colleghe nordtirolesi convocano la prima conferenza regionale delle donne socialdemocratiche, un evento che rimane una pietra miliare nella storia del movimento delle donne tirolesi. Ducia viene eletta nel comitato ristretto che rappresenta le socialdemocratiche tirolesi e diventa referente regionale. Continuerà a rivestire queste cariche fino al 1934, eccettuata una breve pausa tra il 1926 e il 1930. A partire dal 1924 viene inoltre eletta come rappresenta del Tirolo all’interno del Comitato nazionale delle donne socialdemocratiche.

Maria Ducia è una pensatrice moderna. Rivendica la parità di diritti tra i sessi, si batte per il diritto delle donne a lavorare fuori di casa e ad essere maggiormente rappresentate a tutti i livelli istituzionali, contro le diseguaglianze sociali e per l’emancipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, per i diritti politici, economici e sociali delle donne. Punta molto sulla scuola e sulla formazione, un ambito che le sta particolarmente a cuore. Chiede l’abrogazione dell’obbligo al nubilato per le insegnanti sottolineando le analogie tra insegnamento e maternità. Al centro del suo impegno politico c’è sempre e comunque la liberazione delle donne tirolesi. 

Nel 1919 viene eletta deputata nel Parlamento tirolese, dove si fa valere per la sua intelligenza, la sua capacità dialettica e la sua vasta cultura. Ovviamente anche in quell’assise si batte soprattutto a favore delle donne.

Complessivamente, Maria Ducia dedica ben 25 anni della sua vita alla politica attiva per l’emancipazione femminile.

*****

Quarta figlia dell’ostetrica Monika Neuner e del sarto di origini boeme Josef Peychär, Maria, nata il 25 aprile 1875 a Innsbruck, passa i primi quattro anni della sua vita presso una famiglia di contadini di Sistrans, cui era stata data in affidamento. Dopo aver terminato le scuole elementari, inizia a lavorare come commessa. A 16 anni scappa di casa. La sua prima tappa è l’Alto Adige, dove impara l’italiano, poi lavora in una libreria Rovereto, successivamente fa la commessa a Sangallo, in Svizzera. Lì nel 1898 mette al mondo il suo primo figlio. Essendo sola, affida il piccolo Karl ad una famiglia di contadini. Si sposta a Monaco, dove è impiegata in una fabbrica di tabacco. Di sera frequenta i corsi serali dell’Accademia dell’Arte. Nel 1900 nasce Leopoldine. Maria torna ad Innsbruck e trova lavoro presso il mobilificio di Eugen Walter, che poi la incarica di aprire e dirigere una nuova filiale a Lienz.

Maria Ducia

Nel 1903 sposa il ferroviere Anton Ducia, e nel breve arco di tre anni mette al mondo altri quattro figli, tre femmine e un maschio. Con suo marito e tutti quanti i figli abita in un piccolo appartamento di servizio delle ferrovie al Rindermarkt. La costruzione della linea ferroviaria tra Fortezza e Lienz, iniziata nel 1870, aveva portato nel Tirolo Orientale un gran numero di ferrovieri, e con essi tutto il bagaglio ideale della socialdemocrazia. Per la tradizione „cristiano-sociale“ di Lienz si trattava di una vera e propria „minaccia“, e chi abitava nel quartiere dei ferrovieri veniva automaticamente visto male: tutti „rossi“, quelli.

Nel 1904 Maria Ducia aqcuista il mobilificio sito nella Rosengasse 144 e si rende economicamente indipendente. Pochi anni dopo deve tuttavia chiudere l’impresa a causa della concorrenza troppo agguerrita.

Ma Maria non demorde e apre il nuovo e più importante capitolo della sua storia: inizia a fare politica attiva…

Lienz, la sua città adottiva, continuerà a considerarla una spina nel fianco: una madre che fa l’imprenditrice e poi intraprende addirittura la carriera politica? Una donna che si dedica alla lotta per l’emancipazione femminile e per la liberazione del proletariato? Suvvia, non scherziamo. La donna è „angelo del focolare“ e tale deve rimanere.

Maria Ducia

Nel 1919 la famiglia Ducia si trasferisce a Innsbruck. Maria vi risiederà per 40 anni. L’ultimo periodo della sua vita lo trascorre a casa della figlia Amalia nella Müllerstraße 18, dove muore il 15 maggio del 1959, all’età di 84 anni. 

Nel dicembre del 2007 l’Università di Innsbruck ha indetto per la prima volta il Premio Maria Ducia per la ricerca, che ha una dotazione di 1.500 Euro (messi a disposizione dalla SPÖ tirolese). Al concorso si può partecipare con tesi di laurea e di dottorato di carattere femminista o comunque incentrate su temi che riguardano specificamente le donne.

Traduzione: Donatella Trevisan

Per (ulteriori) dettagli date un’occhiata alla versione tedesca!

 

Heidi Hintner

Share Tweet Mail

top

Hedwig Dohm